E’ on line il numero di aprile 2017

Editoriale | Paolo De Chiesa

Grazie di cuore! Lo dico con riconoscenza e stima agli azzurri per una stagione scandita da una miriade di podi, come mai è successo nella storia dello sci italiano.

E’ stato il gentil sesso a far da traino e da sprone ai nostri ragazzi che, pungolati dalla maestria delle compagne di squadra, hanno reagito da veri campioni: Peter Fill ha vinto per il secondo anno consecutivo la coppa del mondo di discesa, impresa a dir poco spaziale e Dominik Paris ha trionfato sulla Streif di Kitzbhuel, la gara più importante e prestigiosa dell’anno, mondiali inclusi. Ma la protagonista assoluta di questo inverno da incorniciare è stata Sofia Goggia, autrice di performance fenomenali, una campionessa svelatasi al grande pubblico a suon di emozioni vibranti, con il suo stile arrembante e un coraggio ancestrale, da guerriera dello sci.

Nella rassegna iridata di St. Moritz, unico neo di un inverno indimenticabile, Sofia ha salvato la nazionale da una disfatta del tutto inaspettata, scrollandosi di dosso responsabilità pesanti come macigni e cogliendo uno straordinario bronzo in gigante. Nel capitolo riservato all’agonismo, mi sono divertito a scrivere le pagelle degli azzurri e dei loro avversari, ripercorrendo i momenti salienti di una coppa del mondo che ha visto crescere a dismisura il numero di telespettatori e ha fatto appassionare sempre più persone allo sport che amiamo.

Massimo Di Marco, invece, ci parla del futuro della coppa del mondo, visto con le sue lenti di giornalista eccelso e autorevole conoscitore del nostro mondo, riassumendo capitoli di storia e suggerendo spunti per lo sci che verrà. In quest’ultimo numero di SCI, Lorenzo Alesi è andato nella terra spaccata dal terremoto, con le sue pelli, camminando per chilometri e chilometri in mezzo a montagne bellissime, sciando dove c’erano gli impianti di stazioni ormai inaccessibili, adesso presidiate dagli alpini che devono proteggere dagli sciacalli case sventrate o ancora barcollanti. Lorenzo ci è andato da tedoforo, per consegnare una torcia simbolica a una popolazione che ha perso tutto, perché non si spengano i riflettori su quest’immane tragedia.

Non mancherà la consueta e apprezzata puntata sulla tecnica, come sempre studiata e messa a punto dallo staff di istruttori nazionali coordinati da Giacomo Bisconti. L’argomento è la neve mossa: come si scia quando la pista non è liscia come un biliardo? Leggete e scoprirete ogni segreto! Se la coppa del mondo è finita, lo sci continua, nella speranza che il caldo estivo di questo anomalo mese di marzo lasci spazio a correnti più consone al periodo, quando impazza lo sci primaverile, che considero il più bello e divertente di tutta la stagione.

Noi di SCI vi suggeriamo il ghiacciaio di Stubai, in Austria. Tra l’altro, ho dei ricordi stupendi perché proprio a Stubai, a 18 anni, vinsi la mia prima gara a livello mondiale, un gigante in cui battei Stenmark, il più grande sciatore della storia che, il 18 marzo, ha compiuto 61 anni: auguri Ingemar!

Per l’estate, invece, vi proponiamo Ushuaia, all’estremo sud dell’Argentina, dove si allenano anche gli azzurri nel mese di agosto. E’ dall’altra parte del mondo, ma potrebbe essere l’occasione per visitare la Patagonia e la Terra del Fuoco, fra i luoghi più belli del pianeta e, perché no, fare due curve su neve invernale, quando da noi si bolle dal caldo.

SCI si ferma qui e, ringraziandovi per l’appassionata partecipazione, vi dà appuntamento alla prossima stagione.

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Uno dei più grandi interpreti azzurri dello slalom speciale, protagonista della Valanga Azzurra, ha vissuto una brillante carriera arricchita da 12 podi. Ha preso parte a due Olimpiadi e due Mondiali. Dal giorno del ritiro dalle competizioni si è dedicato al giornalismo diventando “la voce” dello sci per la Rai e quando SCI è stata rilanciata ha accettato con entusiasmo la direzione della testata. Se non è in pista, o sulle montagne di casa con le pelli di foca, è su un campo golf.